La “legge dello strumento” o “legge del martello” dello psicologo statunitense Abraham Maslow evidenzia un pregiudizio cognitivo o Bias cognitivo (errore di ragionamento) molto frequente: l’eccessivo affidamento allo stesso pensiero e comportamento per affrontare una situazione.

Maslow scrisse: “Ricordo di aver visto un elaborato e complicato autolavaggio che funzionava benissimo nel lavare le auto. Ma poteva fare solo quello, e tutto il resto che finiva nelle sue grinfie veniva trattato come se fosse un’automobile da lavare. Suppongo che sia allettante, se l’unico strumento che hai è un martello, trattare tutto come se fosse un chiodo.”

Cosa vuol dire questo?

Quando hai un particolare strumento che ti ha già portato risultati e che conosci bene, tendi a vedere tutti i problemi come se potessero essere risolti con quello stesso strumento, anche se esistono soluzioni migliori o più appropriate.

Ciò vale per il tipo di lettura che diamo della realtà: se sei abituato a vedere le situazioni da una determinata prospettiva, sarai predisposto a interpretare tutto secondo quella prospettiva, anche se non è la più funzionale.
Questo vale per ogni ragionamento e ogni comportamento che ne consegue: se ho imparato a vedere gli altri come inaffidabili, tenderò a comportarmi in modo da contare solo su me stesso; se tendo ad escludere drasticamente dalla mia vita tutte le persone da cui ritengo di aver subito un torto, non sarò in grado di confrontarmi con loro, magari modificare la mia prospettiva e riconsolidare la relazione; se tendo a vedere solo pericoli nella realtà che mi circonda, persisterò ad avere solo quella visione selettiva.

Insomma, la mente umana cerca di confermare le proprie ipotesi più di disconfermarle e questo per velocizzare la presa di decisioni e il farsi un’idea della realtà rapida. Solo che, applicare dei bias può diventare un serio problema.

I bias cognitivi

In psicologia con “bias” (ne esistono molti e di diversi tipi) s’intendono distorsioni nel vedere la realtà, basandosi su pregiudizi ed interpretazioni soggettive delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, il che porta ad un errore di valutazione o ad una mancanza di oggettività di giudizio.

Il lavoro sulla parte cognitiva (pensieri) che si fa in Terapia Cognitivo Comportamentale ha come scopo quello di rendere il paziente consapevole dei propri bias e capace in grado di metterli in discussione, così da vedere la realtà e prendere le decisioni in maniera più appropriata.

 

E tu per tu per quale non-chiodo stai usando lo stesso martello?

Condividi l'articolo sulla tua piattaforma!

Richiedi un Appuntamento

Ricevo per appuntamento a:

Sono in Via San Marino 92, 10137 Torino.
Cell: 3488464810

Leave A Comment